1 Febbraio 2024

Dormire poco o troppo può aumentare rischio ictus e demenza

1, febbraio 2024 – Dormire troppo o troppo poco potrebbe causare cambiamenti nel cervello che aumentano il rischio di ictus e demenza: lo rivela il nuovo studio della Yale School of Medicine condotto da Santiago Clocchiatti-Tuozzo, che afferma: “condizioni come ictus o demenza sono il risultato finale di un lungo processo che termina tragicamente. Vogliamo imparare come prevenire questi processi prima che accadano”. Pubblicato sul Journal of American Heart Association, si tratta di uno dei più grandi studi di neuroimaging mai condotto finora. Infatti, il team della Yale ha esaminato immagini cerebrali di circa 40.000 partecipanti sani di mezza età per valutare come le abitudini del sonno possano influenzare due misure della salute cerebrale: le cosiddette “iperintensità della sostanza bianca”, che sono lesioni indicative dell’l’invecchiamento cerebrale, e l’anisotropia frazionaria, che misura la funzionalità dei collegamenti tra neuroni, gli assoni. Maggiori lesioni della materia bianca, e minore anisotropia frazionaria sono legate a un aumento del rischio di ictus e demenza.

Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che rispetto al sonno ottimale (7-9 ore a notte), i partecipanti che dormivano meno avevano un rischio maggiore di presenza di lesioni per di più con un volume maggiore, e una minore funzionalità degli assoni. Coloro che invece dormivano troppo (più di 9 ore a notte) presentavano una funzione degli assoni inferiore e a un volume maggiore di lesioni della materia bianca. “Ciò aggiunge alle crescenti prove che il sonno è un pilastro fondamentale per la salute del cervello”, afferma Clocchiatti-Tuozzo. “Fornisce anche prove che ci aiutano a capire come la durata del sonno può essere un fattore di rischio modificabile per la salute cerebrale in età avanzata”. Lo studio sottolinea l’importanza di regolare le abitudini del sonno durante la mezza età per sostenere la salute cerebrale, conclude Clocchiatti-Tuozzo.

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